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OLI ESAUSTI: SALVA L’AMBIENTE, TRASFORMA UN RIFUTO IN UNA RISORSA!

OLI ESAUSTI: SALVA L’AMBIENTE, TRASFORMA UN RIFUTO IN UNA RISORSA!

Data pubblicazione: 25/05/2020

CHE COSA SONO E COME RICICLARLI AL MEGLIO

 Gli oli esausti sono gli oli usati per le attività quotidiane e se ne possono distinguere tre diverse tipologie :

  • gli oli chiari, che provengono dagli scarti industriali,
  • gli oli scuri, che provengono per lo più dalle automobili, dalle macchine agricole o dagli impianti industriali (lubrificanti) e contengono, quindi, i residui della combustione. Essi sono tra i rifiuti speciali più pericolosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
  • gli oli esausti solubili che sono rappresentati dagli oli vegetali usati comunemente in cucina.

Gli oli di tipo alimentare (oli esausti solubili) subiscono una variazione nella loro struttura che ne provoca l’ossidazione e facilita l’assorbimento di sostanze inquinanti dalla bruciatura dei residui di cibo. Se questo olio viene semplicemente eliminato buttandolo negli scarichi casalinghi, la sua composizione gli permetterà di galleggiare sull’acqua delle fognature causando così un grave inquinamento ambientale. Il modo corretto di smaltire questi oli è quello di portarli ai centri di raccolta che provvederanno al relativo riciclaggio per usi industriali o per la produzione di lubrificanti, tensioattivi e saponi. Gli oli vegetali esausti possono anche essere impiegati nella produzione di energia elettrica e termica da fonte rinnovabile.

Gli oli chiari e scuri sono inoltre solo parzialmente biodegradabili, se eliminati attraverso le fognature sono causa di un forte inquinamento dell’ecosistema marino perché riducono notevolmente l’ossigeno presente nelle acque che è necessario alla vita della fauna marina; inoltre, la loro combustione genera delle emissioni inquinanti pericolosissime per l’ambiente e l’aria che respiriamo. Gli Oli chiari provenienti delle industrie possono essere smaltiti richiedendo i servizi di aziende specifiche che si occupano di smaltimento dei rifiuti tossici dove, attraverso apposite tecniche di filtraggio e centrifuga, possono essere purificati e riciclati interamente. Gli Oli scuri invece, per lo più rappresentati dall’olio motore, sono molto pericolosi a causa della presenza, al loro interno, di metalli pesanti. Per permetterne lo smaltimento è necessario utilizzare dei contenitori stagni.

SMALTIMENTO

Il primo passo da compiere nello smaltimento di questa tipologia dei rifiuti è depositare gli oli esausti in appositi contenitori e consegnarli alle aziende raccoglitrici autorizzate iscritte al CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti). La funzione del Consorzio è quella di controllare e monitorare la filiera degli oli e grassi esausti ai fini ambientali nonché diminuirne, in maniera progressiva, la dispersione. Generalmente stazioni di servizio, officine di riparazione e lubrificazione sono tenute a ritirare gratuitamente gli oli esausti.

Qualora la quantità di oli da smaltire sia rilevante, superando ad esempio 20 metri cubi alla volta, la soluzione migliore si traduce nel rivolgersi direttamente ad un agente autorizzato che provvederà a trasportarli presso il centro di smaltimento più vicino.

RICICLO

Il riciclo degli oli esausti consente non solo di ridurre l’inquinamento ma anche di recuperare buona parte degli scarti per un nuovo riutilizzo industriale anche se il processo di recupero è complesso e richiede il rispetto di una normativa dettagliata.

In base alle caratteristiche dell’olio il prodotto può essere sottoposto a tre tipi di processo:

  • Rigenerazione
  • Combustione
  • Termodistruzione

La maggior parte della quantità di olio lubrificante usato e raccolto viene inviato al recupero tramite il processo di Rigenerazione. Esso consiste nell'ottenere nuove basi lubrificanti con le stesse caratteristiche delle basi ricavate dalla raffinazione del petrolio. Da un chilo e mezzo di olio usato si ottiene un chilo di olio base. Ma dalla rigenerazione si ottengono anche altri prodotti petroliferi quali il gasolio, l'olio combustibile ed il bitume.

Quando l'olio raccolto è riutilizzabile, ma non rigenerabile, è sottoposto al processo di Combustione, prevalentemente eseguito nei cementifici, impianti in grado di sfruttarne il potere calorifico (circa 9.500 kCal/kg), nel rispetto dei limiti di legge sulle immissioni in atmosfera.

Gli oli usati che non possono essere né rigenerati né inviati alla combustione perché presentano parametri fuori specifica, vengono inviati ad impianti di trattamento che, attraverso processi fisici e/o chimici, sono in grado di far rientrare le caratteristiche della frazione oleosa entro i limiti di legge. Dopo questo trattamento si può procedere al recupero dell’olio sottoponendolo al processo di rigenerazione o di combustione.

Nel caso in cui le caratteristiche dell'olio non consentano né la rigenerazione né la combustione né il trattamento, il prodotto viene inviato agli impianti di Termodistruzione, dotati di sistemi di abbattimento delle emissioni ancora più severi. La quantità di olio inviato alla termodistruzione ammonta a meno dello 0,5% del totale raccolto.

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Fonti: TuttoGreen, Gestione-Rifiuti.it, ffwebmagazine.it.